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Per Healing Touch, si intende una forma di contatto fine, con se stessi e con un’altra persona. Attraverso questa tecnica di massaggio, di stimolazione, di contatto, immersi nell’acqua termale, calda, accogliente, piacevole, si aumenta la percezione sia del corpo sentito dall’ interno che avvertito sulla pelle. Attraverso questo dialogo sensibile, con gli occhi che osservano, le mani che sfiorano, il corpo che è toccato, l’esperienza di comunione, di contatto, di cura, si ampliano fino a diventare sentimenti di partecipazione empatica, emozionale, fisica. Il proprio corpo diventa oggetto e fruitore di una esperienza molteplice, energetica e profondamente psichica. In questa visione psicosomatica, il corpo danza tra l’osservazione, la percezione, l’azione. Il tatto, il senso più importante del nostro corpo, che è coinvolto nei processi dell’addormentarsi, dello svegliarsi e nell’attivazione e contenimento delle nostre emozioni, diventa la coscienza dello spazio, della profondità, dello spessore e della forma del nostro essere. E’ così, che il movimento, il contatto, la fusione con l’acqua e il corpo di un’altra creatura, diventano il simbolo di una coscienza amplificata che racchiude emozioni, immagini, molecole biochimiche, fino a comprendere l’importanza di gesti che a volte, compiuti istintivamente, specie nella professione del coaching e del counseling, ci possono arricchire e portare a gestire con delicata attenzione, ogni più intimo aspetto delle relazioni umane.
Ogni volta che facciamo movimento o riceviamo delle stimolazioni fisiche, attiviamo in noi una fonte di energia capace di zampillare, di fluire e di irrorarci come acqua fresca. Ogni volta che interagiamo e che comunichiamo in modo concreto e non casuale, con il corpo e con le parole, i nostri modelli di funzionamento psichico incidono profondamente sui nostri processi energetici. La nostra energia, quella che circola dal centro alla periferia in circuiti di correnti, quella che pulsa e che sta alle fondamenta della nostra vita vegetativa, quella che si muove in modo autonomo attraverso la peristalsi, il respiro e il battito cardiaco, cerca l’espansione nel piacere e trova il ritiro nell’ansietà e nel dolore. La nostra carica energetica, quella che creiamo attraverso la respirazione, ossigenando il sangue ei tessuti, governa la nostra attività, curiosità, vitalità. La direzione della nostra energia, quella del bacino pelvico e della testa, oscillano continuamente nel loro equilibro di carica e scarica, tra contatto delle gambe e dei piedi con la realtà e la comunicazione umana tramite le parole, tra l’espressione emozionale e la libertà dei sogni, tra la sessualità animale e i pensieri più alti. Il contenimento della nostra energia, il corpo che siamo, rappresenta i confini del nostro organismo e attraverso la nostra muscolatura veniamo aggiornati sulla tensione e il rilassamento di ogni impulso e di ogni stimolo percepito. Flusso,carica, direzione, contenimento della nostra energia, rappresentano il nostro essere nel mondo e sono essenziali alla nostra crescita verso la nostra indipendenza e realizzazione. (*)
(*) Cfr.
http://www.autoregolazione.it/NotiziarioStep2012/NewsStep37.pdf